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26- I media iracheni (conferenza)

FORMAZIONE ITALIANA NEL MONDO - ITALIA/IRAQ - CORSO PER GIORNALISTI IRACHENI ALLA FARNESINA ORGANIZZATO DA ADNKRONOS ED EUROFORUM

(2012-10-30)

  20 giornalisti iracheni, 16 media rappresentati tra agenzie, tv e carta stampata, 10 docenti, 6 visite istituzionali, 1 settimana di lezioni in aula. Sono questi i numeri del 2° corso di formazione "I media iracheni: rete di comunicazione e di riconciliazione" in attuazione in questi giorni a Roma, promosso dalla Direzione Generale Affari Politici e di Sicurezza del Ministero degli Affari Esteri e organizzato dal Gruppo Adnkronos in collaborazione con Euro Forum.

I giornalisti coinvolti, 3 donne e 17 uomini selezionati dall'Ambasciata italiana a Baghdad, attraverso incontri, visite istituzionali e lezioni in aula avranno l'opportunità di confrontarsi con il mondo dei media italiani e delle istituzioni: da Repubblica alla RAI, dal Ministero degli Affari Esteri alla Sala Stampa Vaticana, dalla Camera dei Deputati al Ministero dei Beni Culturali. Previste anche lezioni di approfondimento sui diritti umani, sul giornalismo come strumento di diplomazia, sulla comunicazione delle istituzioni, sullo sport come fattore di coesione tra i popoli e sul ruolo dell'inviato e il rapporto con la propaganda politica.

L'iniziativa nasce dalla necessità di contribuire al finanziamento di attività ed iniziative finalizzate alla ricostruzione del tessuto sociale iracheno. Ricostruzione che passa anche attraverso una maggiore consapevolezza di quanto il giornalismo e un informazione libera possano aiutare un paese che ha attraversato una guerra.

Il corso di formazione, che si apre venerdì 26 ottobre con la visita all'Unità di Crisi della Farnesina, nasce allo scopo di trasferire agli operatori dell'informazione irachena i principi e le esperienze del giornalismo moderno, sviluppando le competenze professionali dei partecipanti.

Come sappiamo i mezzi di comunicazione possono svolgere un ruolo fondamentale nel processo di riconciliazione avviato in Iraq. Una corretta informazione rafforza infatti la comprensione reciproca e contribuisce a dissipare pregiudizi, paura e odio. Per milioni di iracheni i media sono il principale strumento informativo e formativo. Anche in Iraq, televisioni, radio e giornali hanno il potere di unire o dividere, di promuovere la tolleranza o di provocare conflitti, arrivando ad insegnare alla gente come considerare i membri di altri gruppi politici, sociali, etnici e religiosi, influenzando se considerarli amici o nemici, alleati o avversari. I giornalisti iracheni, responsabili dello stile e dei contenuti della comunicazione, rappresentano quindi un potenziale enorme per costruire il dialogo tra etnie e confessioni religiose, interrompendo il ciclo di violenza, rappresaglia e nuova violenza, ancora facilmente innescabile in alcune aree del Paese.

L'Italia e la Farnesina hanno diffusamente contribuito, negli ultimi anni, alla stabilizzazione ed al consolidamento delle istituzioni in Iraq, avvicinando ai più avanzati standard sui diritti umani ed alle migliori pratiche internazionali - oltre ai giornalisti - personale delle amministrazioni chiave dello Stato come forze di sicurezza, magistrati, diplomatici, parlamentari, funzionari delle entità di governo periferiche e funzionari addetti alla tutela del patrimonio. La Settimana della Cultura italiana in Iraq (6-11 novembre) è un altro progetto inteso a promuovere la coesione nazionale in un Paese culla della civiltà, attraverso l'apertura alle moderne correnti dell'espressione e della creazione artistica.(30/10/2012-ITL/ITNET)

fonte :
http://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=39645

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